Entusiasti dell’incontro con Mordini, Gagliardi e Ferrario, siamo concordi nel pensare che sia difficile tracciare confini marcati tra il concetto di documentario e quello di fiction. Vorremmo comunque segnalarvi i lavori che, in una categoria e nell’altra, si sono a nostro parere distinti nel corso del festival.
Dal sito ufficiale di Visioni Italiane, al link Vincitori 2012 leggiamo che il Premio al Miglior Film va a TUNNEL VISION di Stefano Odoardi per la felice originalità del racconto, interpretato con intensità e partecipazione da tutti gli attori. E per il rigore della messa in scena sostenuta da una drammaturgia puntalmente risolta.
La giuria del festival ha inoltre attribuito due menzioni speciali a: IL NUMERO DI SHARON di Roberto Gagnor (vedi cortometraggio) per la grazia con la quale l’autore narra una breve storia dove vero e verosimile si fondono con leggerezza.
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L’ESTATE CHE NON VIENE di Pasquale Marino (vai a trailer del corto) per la forza di poesia e violenza attraverso la quale si sviluppa il passaggio dall’adolescenza all’età adulta in un tempo sospeso di un pomeriggio particolare.
Commuovente anche MOONSCAPE, storia di un’agente della polizia di frontiera che, distrutta dal dolore per la perdita del figlio, si ritroverà a fare i conti con i suoi pregiudizi alimentati dalla rabbia.
Tutti interessanti i corti d’animazione: ricordiamo DELL’AMMAZZARE IL MAIALE di Simone Massi, autore famoso in tutto il mondo e uno dei maestri italiani dell’animazione in stop motion. L’anno scorso DELL’AMMAZZARE IL MAIALE ha ottenuto la Menzione Speciale della giuria del Torino Film Festival che lo ha definito “una freccia dolorosa e bellissima che squarcia la nostra memoria” (vai al trailer del corto).
Simpatico e visionario è HEARTBURN (vedi cortometraggio), opera prima di un team di illustratrici, videomakers, animatrici e sound designer: Alma, bimba vivace dagli istinti dissidenti, abbatte i clichè che dentro e fuori la circondano.
Infine il premio Visioni Ambientali assegnato dalla regia del festival va a THE CHANGE di Fabiàn Ribezzo per la capacità, in un prodotto destinato all’educazione, di proporre un messaggio complesso con gli strumenti dell’animazione, sorprendendo e divertendo gli spettatori con ricchezza di invenzioni e ritmo incalzante. Il film individua un percorso di sostenibilità economica e ambientale per l’utilizzo equilibrato delle risorse naturali, senza ideologismi e senza rifiutare la modernità.
Abbiamo trovato che le Visioni Ambientali della domenica pomeriggio siano state tra le opere più stimolanti del festival non solo per il loro importante contenuto informativo e didattico, ma anche per l’affascinante modalità in cui temi riguardanti la natura, l’ecologia, e l’attuale condizione della terra sono stati portati sul grande schermo. In ZONA ALFA, corto ambientato in una terra contaminata e priva di vita, un visitatore trova un biglietto: “Lo sapevamo e non abbiamo fatto niente”. Un monito per il futuro che si spera muova le coscienze. Ecco il link alle Visioni Ambientali, che vi consigliamo caldamente.

