Il Blog di Jengafilm

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maggio: 2012
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Is this real life…? – I segreti dei video virali

Il cosiddetto virale è un video che acquisisce popolarità grazie alla sua diffusione in Internet, specialmente su YouTube ma anche attraverso e-mail, social network, blog e simili.

Perchè il termine “virale”? La risposta è semplice: il video in questione ha una diffusione capillare, si propaga esattamente come un virus ed il contagio è imprevedibile, come lo è il video.

Le principali caratteristiche di un virale sono infatti le seguenti:

  1. imprevedibilità – sia da punto di vista del contenuto sia, come abbiamo detto, della portata del contagio
  2. amatorialità – nel guardarlo, si deve avere la sensazione che il video sia stato girato da un video amatore
  3. durata limitata – il video dev’essere di circa un minuto e mezzo e non deve superare i tre minuti
  4. interattività – chi guarda il video si deve sentire coinvolto. Esso può generare empatia o sentimenti di vario genere, può invogliare gli spettatori a fare qualcosa di determinato o coinvolgerli in una sorta di sfida la cui riuscita dipenderà anche dal grado di amatorialità del video: la sfida deve sembrare lanciata da una persona qualsiasi, in modo che possa risultare alla portata di tutti.
Si è cominciato a parlare di video virali dopo l’inaspettata diffusione globale dell’ormai celeberrimo video David after Dentist: nel 2008 un papà filma il figlio appena uscito dallo studio dentistico nel pieno di un delirio causato dagli effetti dell’anestesia. Pubblica il video in Internet per farlo vedere alla mamma, in quei giorni lontana da casa. In poco tempo il video fa il giro del mondo e David diventa una star: il padre viene invitato in tv, e decide di sfruttare questa improvvisa popolarità creando un sito web (www.davidafterdentist.com) in cui mette in vendita gadget con la foto del figlio e frasi tratte dal vaneggiamento di quel giorno.
Da allora il i video virali cominciano a diffondersi a macchia d’olio, incuriosendo politici e pubblicitari. In pubblicità, il virale è figlio della campagna pubblicitaria: le sue possibilità di successo dipendono dall’astuzia degli ideatori della campagna nel piazzarlo nei posti giusti (trasmissioni televisive, piuttosto che luoghi fisici). Tra i video più popolari in quest’ambito ricordiamo quello prodotto dalla Dove che, oltre a stimolare l’identificazione da parte degli spettatori, li lascia stupiti. Provocare una sensazione di stupore è un altro ingrediente importante per ottenere un virale di successo. Ecco il video: Dove Evolution Commercial. Interessanti, e molto simpatici, i virali della compagnia aerea Germanwings (guarda il video) e del sito Lastminute.com (guarda il video). In Italia, uno dei virali pubblicitari più noti è dello storico marchio Perugina che nel 2009 si affida ad Armando Testa e approfitta della festa di San Valentino per promuovere il Bacio Perugina, il suo cioccolatino più conosciuto. “Utilizzo di differenti mezzi: viral video, community engagement (Youtube, Facebook, Perugina Community), affissioni interattive, evento sul territorio.In 10 giorni: 50.000 mail, 151.841 visite al sito Baci Perugina, 26.678 contatti su Youtube, 5.400.000 impressions su MSN, +11% di vendite in un mercato a -8.” Un risultato sbalorditivo!  Guarda il video.
Anche il flash mob può diventare un evento di marketing virale, come è capitato nel 2010 a Chicago durante la festa di anniversario della 24esima stagione del programma di Oprah Winfrey: 20,000 persone hanno sorpreso Oprah eseguendo una coreografia massiva sulle note di I Got a Feeling dei Black Eyed Peas (guarda il video).
I virali possono essere un affare anche per i politici, che si fanno pubblicità in tempo di elezioni e non solo: proprio in questo periodo tutti parlano del video su Kony, guerrigliero ugandese che ha commesso gravi crimini contro l’umanità.  L’associazione americana Invisible Children ha messo in rete questo piccolo film di mezz’ora con lo scopo di  attirare l’attenzione del mondo e di conseguenza delle alte sfere politiche per far sì che Kony venga processato il prima possibile.
Jengafilm, dopo i virali per la campagna nazionale contro l’infertilità maschile (guarda i video), ha in cantiere un altro interessante progetto a riguardo…continuate a seguirci e lo scoprirete!

 

 

Jengafilm e breakdance – riprese terminate!

Un paio di settimane fa vi avevamo anticipato che ci saremmo dedicati ad un lavoro sulla breakdance, ricordate?

Eccoci dunque con qualche dettaglio in più, siamo infatti appena tornati da un’intensa settimana di set: la Jengafilm si è spostata tra Treviso, Jesolo e Padova sfidando i giorni più freddi dell’anno per portare a termine le riprese.

Giovedì scorso eravamo a Jesolo, temperatura percepita… -9 C°! Abbiamo girato in riva al mare, le mani congelate (qualcuno aveva dimenticato i guanti a casa…!) ma saldamente aggrappate a telecamere, boom e ciak. Abbiamo seguito il nostro campione nei luoghi che ha percorso prima di approdare al successo mondiale. Ci ha raccontato la sua storia, gli aneddoti riguardanti la sua vita e il suo mestiere, ci ha mostrato le mosse che l’hanno reso famoso. Non possiamo ancora svelarvi tutto ma provvederemo prossimamente, è una promessa.

Padova, la nostra bella città, ci ha fornito la storica  location dove abbiamo girato le scene dell’ultima giornata: la Cattedrale ex Macello, progettata da Jappelli e risalente al 1800.  L’edificio, la cui funzione di macello è stata interrotta il secolo scorso, viene anche chiamato ‘cattedrale’ per via della sua maestosità e della struttura a tre navate. Gli ampi spazi, i ganci ancora presenti cui un tempo venivano appesi i bovini e le particolari condizioni di luce hanno reso l’ex Macello un set ideale.  Eravamo tutti in fermento ed impazienti di scoprire cosa sarebbe uscito dall’attesissima Red Epic, telecamera arrivata direttamente da Hollywood. Il risultato è stato fantastico, e non vediamo l’ora di presentarvelo. Per ora, in attesa del video che sarà pronto a marzo, ecco un paio di foto dal backstage!

Jesolo

Padova

BREAKING new – Jengafilm esplora il mondo dei b-boys

Breakdance, cultura hip-hop e un personaggio di rilievo internazionale.

Ecco gli ingredienti di uno dei lavori a cui ci stiamo dedicando. Collaboreremo infatti con un atleta famoso in tutto il mondo per aver rivoluzionato il modo di intendere la breakdance e per la sua capacità di eseguire movimenti che nessun altro è in grado di compiere. Ci faremo svelare i segreti della sua tecnica, raccontare la sua storia e i motivi per cui è diventato così celebre.

Le location che abbiamo selezionato sono suggestive e fuori dagli schemi. Le riprese, inoltre, rappresentano per noi un’elettrizzante sfida tecnica in quanto utilizzeremo una nuova telecamera proveniente direttamente da Hollywood.

Vi terremo aggiornati quindi! Nel frattempo, se volete sapere qualcosa di più sulle origini della breakdance, date un’occhiata a questo video: I ragazzi delle banche.

 

Poets in Action – Jenny Lavarda e Pessoa

Nel corso dell’ultimo anno ci siamo dedicati, in collaborazione con RedBull, alla creazione del documentario di prossima uscita su Jenny Lavarda. Abbiamo vissuto a stretto contatto con lei, seguendola nel suo percorso di preparazione ai Campionati Mondiali di arrampicata sportiva.

Jenny (atleta italiana originaria di Marostica, classe 1984) vince quest’anno per la tredicesima volta il  Campionato italiano Lead. E’ in occasione di questo successo che RedBull, sponsor ufficiale di Jenny, ci ha commissionato una video-poesia diventata la seconda puntata del progetto Poets In Action, i cui lavori testimoniano l’affascinante coesione tra sport e poesia.

“Nell’immensa solitudine” di Fernando Pessoa accompagna ed enfatizza l’arrampicata di Jenny. Le riprese hanno avuto luogo a Porto Venere su una falesia a duecento metri a picco sul mare, poco distante dalle Cinque Terre. Le condizioni climatiche sono state molto favorevoli: la giornata era così tersa da poter intravedere la Corsica. Come Jenny stessa ci ha riferito, arrampicare su una falesia battuta dal mare è un’impresa che richiede particolare impegno: gli arrampicatori sono infatti psicologicamente abituati ad avere la terra al di sotto. Il forte vento e il rumore delle onde che si frangono sugli scogli provoca sensazioni insolite e stranianti.

L’atleta diventa parte della natura circostante attraverso lo sforzo umano applicato alla parete della falesia, ed è in perfetta coesione con in cinque elementi. Incluso il fuoco, che arde nell’animo di Jenny alimentando la sua passione sportiva.

Questo è il risultato: Arrampicata in falesia, free climbing nell’immensa solitudine / VIDEO

 

Dobbiamo ringraziare per l’assistenza in falesia Davide Battistella e gli amici di Blu Verticale.

International coproduction in Brazil – EPIFANIA FILMES

It’s really a pleasure for us to announce our close partnership with a very creative independent cinema company from Brazil.

We met Epifania Filmes last year and started to work together after only few skype calls. The first result is Sapore d’Italia, an international comedy broadcasted by RBS TV in September 2011.

Here is Epifania’s description

Epifania Filmes is a production company based in Porto Alegre, Brazil. Our main focus
is on the production of documentaries & ficcion films for the TV and cinema industry.
We have extensive experience working with low budget projects depicting historic and
current themes, like the Italian and German migrations to Brazil, World Social Forum & the
relationship between South American countries. Epifania Films has been working closely with RBS TV/Globo TV
on projects like “Sapore d’Italia”, “O homem dos Raios” and “Frente a Frente”. We have
also partered with other well stablished production houses like Besouro Filmes and Coelho Voador,
as well as Boulevard Filmes from Rio de Janeiro to produce TV & cinema projects. Epifania Filmes is also
working closely with Jengafilm, based in Padova, Italy, making it a viable partner for
European production companies that look for a colaborator in Brazil.

For their brazilian productions you can see their website.

http://www.epifaniafilmes.com

 

 

Dal free climbing al wakeboarding. Nasce una nuova collaborazione

Quando abbiamo intrapreso questa avventura sapevamo che ci saremmo messi alla prova con ambienti e personaggi che altrimenti ci sarebbero stati sconosciuti. Per chi ha seguito le nostre ultime vicende noterà che il 2011 è stato un anno molto ricco da questo punto di vista. Abbiamo cominciato con il video virale di Lady Avigan and the zoois e poi ci siamo buttati a capofitto nella produzione esecutiva della Commedia brasiliana Sapore d’Italia. Non avevamo informato pubblicamente i nostri followers su un progetto ben più lungo nel tempo e dai tratti estremamente affascinanti. Un documentario sulla carriera della più forte arrampicatrice italiana, la vicentina Jenny Lavarda. Delle sue vicende ve ne parleremo in dettaglio tra qualche settimana, quando sarà pronto il frutto di questo viaggio durato 8 mesi tra falesie, palestre ed un campionato del mondo. Ciò che vorremmo condividere è la soddisfazione di aver intrapreso una nuova collaborazione con RedBull Italia. La maggior parte di voi conoscerà RedBull per la famosa bibita che mette le ali, ma solo alcuni sanno che questa giovane azienda austriaca ha al suo interno un esercito di professionisti della comunicazione che inventano nuovi eventi legati al mondo dello sport estremo e alle nuove forme di espressione artistica giovanile. Nel nostro caso la collaborazione con RedBull è avvenuta per il free climbing e per uno sport che non conoscevamo se non in modo superficiale. Si tratta del wakeboard che consiste nel navigare le acque trainati da un motoscafo, o da un cavo, con sotto i piedi una tavola simile allo snowboard. Nel caso del motoscafo si compiono evoluzioni sfruttando il moto ondoso generato dalla barca, nel caso invece che si venga trainati da un cavo è più tipico saltare ostacoli galleggianti o sfruttarli per compiere straordinarie evoluzioni.  Quest’ultimo caso è stato lo scenario che abbiamo cercato di raccontare in un luogo unico, il lago artificiale di Resia in alta Val Venosta. Per chi volesse vedere di cosa si tratta, ecco il video che è stato trasmesso il 20 Ottobre al termine di Skysport 24 .

Wakeboard al lago di Resia

RedBull Italia ha curato l’organizzazione e la comunicazione dell’evento e potete leggere una descrizione qui.

Campanile di Curon, Alta val Venosta

shooting, day one

Resia lake

Resia lake

Si parte per il Brasile

A settembre 2010, in una riunione durante il Festival di Venezia, avevamo deciso che il 2011 sarebbe stato un anno preparatorio per permettere a Jengafilm di proporsi alle troupe straniere, in particolare tedesche, inglesi e francesi, per realizzare i propri film low budget in Italia. Qui da noi, la patria di Cinecitta’ e del cinema del neorealismo, si pensa che low-budget significhi gioco per ragazzini. Appena si varca il confine tutto cambia, anche le grandi produzioni conoscono il nuovo inarrestabile fenomeno del produrre film con le tecnologie digitali e le troupe ridotte all’osso guidate da filmmaker molto capaci.

Dicevamo che ne stavamo discutendo alla Mostra del Cinema di Venezia, non ricordo la data esatta, ma ricordo bene un aneddoto di quel giorno. Erano le 3 del pomeriggio e stavo camminando tra l’hotel Excelsior ed il red carpet. Non c’era molta gente, tutti in sala a capire se ci fosse qualche buon film. Ad un tratto mi sento urtare pesantemente la spalla, mi volto per rispondere all’italiana, ma non ci riesco. La persona che goffamente e pesantemente mi aveva colpito era il presidente della giuria del Festival. Un omone grande e sgraziato con la faccia troppo particolare per non notarsi e all’anagrafe di nome fa Quentin Tarantino. Sotto shock per lo scontro ravvicinato, incrocio Miriam una mia amica attrice e filmmaker italo-brasiliana. Mi parla del festival e mi accenna di un progetto brasiliano. Un attimo. Hai detto Brasile Brasile? Quello dei calciatori, le ballerine, il caffe’, il mate, le telenovela e Julio Iglesias? Quel Brasile? Miriam mi parla del progetto molto eccitata, io sono perplesso. Noi non siamo ancora pronti e poi parlavamo di Europa. Come terremo i rapporti, le telefonate, i documenti e soprattutto le location chi le vedra’?

Artur Pinto e Rafael Tombini

Due mesi dopo eravamo in pista in giro per il Veneto a guardare luoghi, sentire politici e amici del popolo brasiliano. Soprattutto stava diventando una bella abitudine il contattarsi via skype e vedere Mariana, Boca e Tombini bere mate e sudare mentre da noi fuori nevicava. Si’, loro sono proprio dall’altra parte del mondo.

E’ stato un incipit lungo,ma inevitabile per capire quanto straordinaria sia stata quest’avventura. I 9 magnifici componenti della troupe ci hanno colpiti da subito.

Sono sincero, anche se via skype nutrivo una forte simpatia per questi ragazzi, quando mancavano pochi giorni alle riprese credevo che non ce l’avremmo potuta fare. Troppa strada, troppe locations, troppi attori e troppe esterne. Soprattutto pochi, troppo pochi soldi per un progetto cosi’ ambizioso. Potrei scrivere un romanzo sulle nostre avventure, sui 5300km fatti insieme, su un aprile mai cosi’ caldo nella nostra storia, sulle poche persone che prima hanno detto sì e poi no, sulle tante che hanno detto no e poi sì, sull’emozione di Ferretti e Boca la prima volta che hanno sentito una signora parlare Veneto, su Arthur che di sera guidava un’ apecar piu’ piccola di lui, su Tombini che intratteneva una gita di ragazzi Napoletani vestito da Romeo, su Poli con gli occhi rossi felice dopo l’ultimo ciak di notte, su Basso che sistemava i microfoni delle signore almeno 10 volte, su Juli che ha tenuto a bada 2 registi col doppio dei suoi anni e su Mariana che ci ha creduto fino alla fine.  E come direbbe Leo Garcia, aumento ma no invento.

La troupe e’ stata straordinaria, professionisti giovani, ma consapevoli. Gente che è riuscita ad alzarsi alle 7 del mattino e a stare sul set fino alle 24 senza sosta. E il giorno dopo ancora, senza una lamentela, ma con tanta gioia. La gioia, quella che qui in Europa si è smarrita, è ciò che più ci ha contagiato della troupe del Rio Grande do Sul. Una gioia che ha scosso una domenica pomeriggio di una sonnolenta Belluno, che non capiva che festa ci fosse in strada con una decina di persone che ballavano e si divertivano; una gioia che ha illuminato un piccolo bar nel paese di Arsiè da cui molti se ne andarono a fine ‘800 per far fortuna in Brasile e che farà parlare della troupe brasiliana per qualche anno a venire, più di Sandra Bullock che pure ha girato da quelle parti; una gioia che ha contagiato persino l’anziano parroco di Auronzo di Cadore, che ha improvvisato un brindisi davanti alla chiesa prima di dire Messa.

Ora stiamo per partire. Partiamo per avvicinarci ad una terra lontana, ma che con lo spirito ci è molto, molto vicina. Veniamo in Brasile ad abbracciare amici, ad incontrare altri filmmaker che ispireranno i prossimi lavori. Sì, perchè nel futuro, nel nostro futuro, ci sarà ancora molto spazio per le troupe brasiliane. Quelle europee dovranno aspettare il proprio turno. Padova, 19 Luglio 2011, 30 gradi.

Christian Cinetto

Jengafilm sceglie Panasonic AG-AF101

Cinecorder Panasonic AG-AF101

Negli ultimi mesi il mondo della cinematografia digitale indipendente non fa altro che chiedere la telecamera dei sogni. In realtà Panasonic ci ha viziati tutti, quando tra il 2002 ed il 2003 presentò il primo camcorder a 24p, la DVX100. La democraticizzazione del cinema digitale stava nascendo ed ha fatto balzi impensabili. Tenete conto che già il bellissimo film di Giorgio Diritti, “Il vento fa il suo giro” fu girato con due di queste macchine e poi addirittura riversato in pellicola per la distribuzione in sala. Si sono susseguiti camcorder di vari brand, e poi nel 2007-08 nacque RED la telecamera digitale modulare, con un sensore 4K e adattabile economicamente alle esigenze di un mercato medio alto. Ancor oggi REDone è la scelta obbligata nella fascia dei 30.000€. Esiste però il fenomeno del very low budget filmmaking che non si accontenta della risoluzione dei telefonini, ma che nemmeno può permettersi cifre a quattro zeri. Un po’ per caso, un po’ per lungimiranza di qualche ingegnere di Canon, due anni fa alcuni fotografi professionisti iniziano a caricare in rete i video ripresi con la loro nuova macchina digitale, la Canon 5DmkII. Apriti cielo. Da allora, con cadenza trimestrale, tutti sono impazziti per quelle che sono state definite HDslr (HD single lens reflex), macchine dal sensore enorme, in grado di avere una ridotta profondità di campo e soprattutto dotabili di ottiche intercambiabili a piacere. Il tutto partendo da un corpo macchina che oggi viene venduto a circa 1800€ con buona pace per chi continua ad acquistare camcorder dai 4000€ in su. Il successo di Canon ha costretto Sony e Panasonic a correre ai ripari. Sony ha scelto la strada del mercato di fascia più alta e commercializzerà il suo nuovo modello, il PMW-F3K non prima del 2011 a partire da 15.000€. Red forse abbandonerà il mercato di fascia bassa che attendeva con ansia l’uscita del modello Scarlet.

Panasonic AG-AF101. Ecco la videocamera, categoria cinecorder, che rivoluzionerà il mercato. Il prezzo inferiore a 5000€ lo metterà in diretto confronto con le HDslr sulle quali ha comunque numerosi vantaggi ed uno svantaggio. Lo svantaggio è la dimensione del sensore, micro4/3, svantaggio comunque relativo perchè comunque permette un ottimo controllo della profondità di campo. Ottiche intercambiabili e con anelli adattatori dai prezzi ridotti sarà in grado di essere equipaggiata delle comuni ottiche 35mm. Effetto Moiré e rolling shutter ridottissimi, ingressi XLR in camera, LCD HD, uscita HD-SDI a 8 bit da utilizzare con un registratore quale l’AJA kipro mini o il Nanoflash garantendo una registrazione prores 4:2:2. Originariamente registra su schede SD con codec AVCHD a 24Mb/s in 4:2:0.

Per chi volesse approfondire:

Ottima e completa review di Nigel Cooper

blog di Philip Bloom (in inglese) e di Filippo Chiesa, scelti da Panasonic come beta tester

E soprattutto seguiteci, visto che, Panasonic permettendo, dal 20 dicembre saremo tra i primi a poterne disporre e non mancheremo di caricare le prime clip.