
Venezia 67, fine della Mostra
Qualcuno tirerà un sospiro di sollievo, altri piangeranno lacrime di coccodrillo, ma anche questa edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia e’ giunta al termine, mentre il Festival di Toronto aveva già iniziato a proporre la propria kermesse.
Partiamo dalla fine: Premi
Il Leone d’oro a Sofia Coppola e’ stato un abbaglio. La stampa lo ha cantato in coro e Tarantino senza molti complimenti ha strizzato i gioielli in diretta Tv. Il problema non e’ legato al sospetto italico di favoreggiamento legato al flirt passato tra Sofia e l’istrionico presidente di giuria; Sofia ha presentato un film discreto con alcune trovate autoriali, ma con un finale purtroppo banale. Almeno 3-4 film in concorso le erano superiori. La strategia di Tarantino di imporre il proprio ego ha anche stravolto una vecchia regola veneziana secondo cui non si assegnasse più di un premio a film. La regola e’ stata rotta per Alex de la Iglesia e poteva starci, ma per Essential Killing ci si e’ troppo allargati. Il film di Skolimowski ha vinto la coppa Volpi per il miglior attore con Vincent Gallo – grande prova fisica e psicologica, ma meno completa di Paul Giamatti, strepitoso in Barney’s version; in più si e’ aggiudicato il premio speciale della giuria, non scandaloso, ma comunque più ossequioso per la carriera del regista polacco che per le vette non raggiunte da questa pellicola.
La coppa Volpi per la miglior attrice e’ andata alla brava protagonista di Attenberg, Ariane Labed. Brava lei ed intelligente la regista Athina Tsangari nella costruzione del personaggio e del film intero. Si sperava in Alba Rorwacher, ma il film non e’stato apprezzato da Quentin.
Il bellissimo film russo Silent souls, favorito alla vigilia, deve accontentarsi di un riconoscimento tecnico per la fotografia.
Non e’ pensabile aver escluso film com 13 assassins o Detective Dee che hanno mostrato completezza stilistica in tutti i reparti o il profondo Post mortem. Ci si e’ invece affrettati ad inventarsi un Leone speciale per Hellmann, mentore di Tarantino ai tempi di Reservoir dogs – Le iene.
Cinema italiano in mostra e gli altri titoli.
I film italiani in concorso sono stati presentabili e diversi tra loro. Mazzacurati ha fatto un bel film di genere, ma inadatto alla Mostra di Veneziana, poco incline a ridere con i suoi vincitori. Martone ha fatto un film necessario, ma dalla struttura a puntate tv. Celestini ha proposto una storia funzionante, ma molto legata alla performance teatrale. Infine Costanzo e’ stato ingiustamente sottovalutato dai critici italiani, ma nonostante il suo buon film ed il piglio da Mostra del cinema, e’ lontano anni luce dai gusti del presidente. Altri italiani non in gara hanno mostrato doti interessanti e potevano meritare schermi più prestigiosi. Vallanzasca di Placido e’ un ottimo film, non celebrativo come qualcuno vorrebbe, ma mischia magistralmente l’action movie col cinema d’autore. Gorbaciof di Stafno Incerti, seppur non originale nella trama, si e’ presentato con uno stile fuori dai canoni italiani sorretto da un Toni Servillo internazionale. L’amore buio di Capuano, ha fatto giustamente incetta di premi secondari. E’ un film intenso, originale e necessario.
Infine due film che vedremo con piacere in sala saranno sicuramente Circus Colombia di Tanovic, un film impegnato, ma con uno sguardo originale e fresco. The town di Ben Affleck poliziesco americano non proprio strepitoso, ma con un cast stellare ed una buona sceneggiatura.










